Il progetto WIN “Inclusione sul posto di lavoro e neurodiversità” è un’iniziativa innovativa finanziata dall’Unione Europea volta a promuovere ambienti di lavoro inclusivi, rispondendo alle diverse esigenze delle persone neurodivergenti. Basato su un approccio globale e fondato su dati scientifici, il progetto colma le lacune nell’istruzione, nella formazione e nell’occupazione, elaborando soluzioni su misura per le diverse sfide che le persone neurodivergenti devono affrontare.
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Sebbene un inizio solido sia essenziale, la “fase della luna di miele” dell’inserimento alla fine lascia il posto alla realtà delle operazioni quotidiane. Se le strutture create durante il reclutamento e l’inserimento svaniscono una volta che il dipendente si è ambientato, il successo iniziale si eroderà rapidamente.
La fidelizzazione a lungo termine e le prestazioni elevate dipendono dal passaggio dall’inserimento a una gestione inclusiva e sostenibile. Ciò richiede un impegno verso la trasparenza, una collaborazione flessibile, una comunicazione su misura e, soprattutto, la sicurezza psicologica.
L’esperienza del “primo giorno” può definire il modello cognitivo ed emotivo che caratterizzerà l’intero percorso lavorativo di un dipendente. Per molti dipendenti, la prima settimana in un nuovo lavoro, in un nuovo ruolo e in una nuova organizzazione rappresenta un periodo molto intenso di apprendimento e interazioni sociali. Per i dipendenti neurodivergenti questo periodo può risultare particolarmente difficile, a causa del gran numero di norme sociali (nascoste) e della mancanza di struttura.
Ecco perché il compito dell’organizzazione è pianificare in anticipo l’esperienza di inserimento e ridurre in modo proattivo il carico cognitivo associato all’incertezza.
Il reclutamento inclusivo, basato sui principi del Design Universale, non significa abbassare gli standard né prevedere un trattamento speciale. Si tratta piuttosto di progettare in modo consapevole processi di reclutamento che eliminino le barriere superflue, affinché tutti i candidati possano dimostrare le proprie competenze e il proprio potenziale in modo equo.