Per “disclosure” si intende la condivisione di informazioni relative a una diagnosi, a un’identità neurodivergente o a specifiche esigenze di sostegno. Il disclosure è un processo complesso. Per alcuni dipendenti, comporta maggiore chiarezza e l’accesso al sostegno necessario. Per altri, invece, può sembrare rischioso a causa del timore di stigma, pregiudizi o ripercussioni sulla carriera.
Principi importanti per i datori di lavoro:
- La divulgazione delle informazioni dovrebbe sempre essere volontaria.
- Nessuno dovrebbe essere costretto a condividere informazioni mediche.
- Il sostegno dovrebbe concentrarsi sui bisogni, non sulle etichette.
- Le conversazioni relative alla divulgazione delle informazioni devono rimanere riservate.
- Un luogo di lavoro non dovrebbe richiedere una diagnosi per fornire
adeguamenti ragionevoli.
Quando un dipendente decide di non rivelare
Non rivelarlo è una scelta valida e legittima.
Alcuni dipendenti potrebbero:
- Non avere una diagnosi formale
- Essere in fase di valutazione
- Aver avuto in passato esperienze negative in materia di divulgazione
- Preferire semplicemente la privacy
L’inclusione e le misure di sostegno non dovrebbero dipendere da una conferma medica. Soluzioni quali una comunicazione flessibile, follow-up scritti, scadenze chiare e riunioni prevedibili vanno a vantaggio di tutti e riducono la necessità di rivelare informazioni personali.
I datori di lavoro dovrebbero concentrarsi sulla domanda: «Cosa ti aiuta a lavorare al meglio?», piuttosto che su «Di quale patologia soffri?».
Riservatezza e trattamento delle informazioni sensibili
Le informazioni relative alla diagnosi o alle esigenze di assistenza costituiscono dati personali sensibili.
I datori di lavoro dovrebbero:
- Limitare l’accesso alle sole persone che hanno effettivamente bisogno di conoscere tali informazioni
- Conservare le informazioni in modo sicuro
- Chiarire chi verrà informato e per quale motivo
- Non divulgare mai dettagli senza il consenso esplicito di un dipendente
- I responsabili dovrebbero evitare di discutere della situazione di un dipendente con i colleghi, anche in modo informale.